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Intervista a Claudio Taiana.

L’ottava edizione di Maredimoda | Intimodimoda si è chiusa con indicatori tutti al positivo, sia in termini di affluenza sia per la qualità dei buyers presenti a Cannes. Come potremmo giudicare, in questo momento storico, una simile risposta da parte degli addetti ai lavori?
E’ decisamente un buon segno. È lo è per diversi aspetti.
Quello generale.
La recessione è passata, adesso inizia la crisi. Non è una battuta ma l’espressione reale dello stato dell’economia. Adesso però sappiamo con cosa confrontarci.

Quello relativo al settore.
L’anno scorso la gente ha preferito non muoversi, risparmiare soldi ed energie per stare alla finestra e vedere cosa stesse realmente succedendo. Oggi conscia della grande difficoltà di un 2009 estremamente pesante guarda però alla ripresa e sa che per entrarci da attore deve investire, fare ricerca, innovare. E’ l’unico sistema per affrontarla e superarla.

Quello relativo al nostro salone.
E’ la manifestazione specialistica per eccellenza. Non è solo una fiera ma un laboratorio culturale, tecnologico, di tendenza con due soli unici obiettivi estremamente focalizzati: la moda mare e l’abbigliamento intimo realizzati in un contesto selezionato ed esclusivamente made in Europe. E’ esattamente l’incubatore per i fattori di cui sopra. Questa a mio parere è la spiegazione del grande successo di Maredimoda 2009.

Incrociando i pareri di espositori e visitatori emerge la considerazione che il salone di Cannes risulta vincente soprattutto per la sua manifesta specializzazione verso l’alto e per la sua vocazione di ambasciatore del tessile europeo di qualità per il bagno e per l’intimo. Ritiene che questo sia il futuro dei saloni tessili internazionali?
Non necessariamente. Il successo può essere sia per i saloni specialistici e di nicchia come il nostro che per quelli generalisti.
L’importante è che il messaggio di chi si vuole raggiungere ed a chi si vuole essere di supporto sia chiaro ed evidente.
Noi abbiamo scelto la strada del salone super specializzato e protetto. Ciò è  possibile perché la fiera è l’espressione di un gruppo di produttori europei che ha una visione estremamente chiara ed univoca della propria ragion d’essere  e di conseguenza sa bene indirizzare la sua misison verso la completa soddisfazione dei bisogni della propria clientela. Siamo contro la massificazione del prodotto e siamo per la ricerca e l’innovazione valori indirizzati sia al  segmento alto che a quello  medio del settore.
Questo è possibile grazie al fatto che la nostra fiera non ha il problema  di fare business per la sua esistenza ma ha esclusivamente l’obiettivo di essere di aiuto ai visitatori ed agli espositori perché tra loro possa nascere il business. Sembra cosa di poco conto ma è invece è grandissima e fondamentale.

Ci può anticipare, anche a grandi linee, le novità in cantiere per la prossima edizione?
L’interpretazione puntuale dei bisogni del nostro mix di interpreti e cioè di visitatori ed espositori è il nostro imperativo.
Stiamo analizzando con attenzione questi aspetti per introdurre tutte le novità che meglio serviranno ad affrontare il grande cambiamento di questo futuro in grande evoluzione.
Con tutta la forza, la passione e l’entusiasmo che il nostro settore merita.