18 January 2018

Intervista esclusiva con Patrizia Giangrossi, Pierre Mantoux

Intervista esclusiva con Patrizia Giangrossi, titolare di Pierre Mantoux che dal 18 dicembre ha assunto il prestigioso incarico di presidente della Sezione intimo, calze e beachwear di Sistema Moda Italia (Smi).

Quali saranno i primi obiettivi del suo mandato?

Sono felice ed onorata della fiducia che i colleghi hanno riposto in me affidandomi l’incarico di Presidente di Sezione. Negli ultimi anni ho dedicato molto tempo a questo comparto in qualità di Referente del Gruppo Calze Donna e confido che questa nuova carica mi permetta di continuare ed approfondire questo impegno.

Credo molto nella Filiera e il mio principale proposito sarà quello lavorare insieme per fare massa critica e raggiungere obiettivi sempre più importanti. Spero che i colleghi mi aiutino in questo nuovo ruolo e si sviluppino nuove sinergie.

Una più forte coesione tra le aziende del comparto e una spinta propulsiva all’internazionalizzazione potrebbero essere le basi da cui partire. Cosa ne pensa?

Sicuramente come aziende PMI italiane abbiamo la responsabilità di crescere ma anche quella di mantenere e preservare la più grande Filiera Tessile del mondo occidentale. L’internazionalizzazione è senz’altro oggigiorno la chiave di volta di una crescita sana per la maggior parte delle aziende, soprattutto PMI, ma non deve essere un processo da temere o da affrontare dimenticandosi delle proprie radici. Credo che ogni azienda debba affrontare i mercati esteri un passo alla volta, con i propri tempi, sfruttando al massimo gli strumenti che il Sistema ci mette a disposizione: in questo senso, penso che Industria 4.0 debba essere il nostro traguardo e possa veramente essere un acceleratore di crescita anche per le PMI.

La creatività è sempre stata il tratto distintivo della produzione moda italiana, come si stanno muovendo, invece, le aziende sul versante innovazione?

Ritengo fortemente che innovazione e creatività vadano a braccetto e che l’una sia di supporto all’altra. Sempre più oggigiorno la creatività sta nell’innovazione, che si tratti di innovazione di processo o di prodotto. Industria 4.0 ci aiuterà a produrre in maniera più efficiente, soddisfacendo meglio i bisogni dei nostri clienti e aumentando la nostra competitività; ci porterà a diventare sempre più eco sostenibili e questo lo dobbiamo al nostro pianeta e ai nostri clienti che sempre più ci richiedono di dimostrare una maggiore coscienza ambientale. Tra l’altro la sostenibilità è sempre di più un driver importante per la promozione stessa dei prodotti.

Molti gruppi internazionali rientrano a comprare tessuti europei di qualità. Quali a suo modo di vedere i motivi principali?

Sicuramente questo fa parte del trend di reshoring che sta interessando tutta la nostra Filiera. Credo però che oltre i driver comuni come i tempi logistici, l’altissima attenzione al cliente e una maggiore flessibilità dei lotti minimi, sia anche merito del forte impegno nell’innovazione che le aziende del nostro Comparto stanno investendo nei loro prodotti e nei processi produttivi per creare imprese sempre più trasparenti ed ecosostenibili. La vera sfida dei prossimi anni sarà interagire al meglio con il consumatore finale - sempre più interattivo e connesso - per comunicargli i vantaggi del prodotto a tutti i livelli produttivi.

Quali iniziative si aspetterebbe dall’ Europa e dall’ Italia per una maggiore tutela della produzione del settore tessile/moda?

È necessario guardare avanti ad un contesto sempre più internazionale senza dimenticare le proprie origini. Ed in questo credo che, con la creazione di Confindustria Moda, Sistema Moda Italia, insieme alle altre associazioni del modo moda ed accessorio, abbiano dato un forte esempio al nostro Settore. La nascita di questa nuova realtà, in grado di rappresentare tutto il Comparto, segna un passo importante nel lavoro di squadra e da un peso ed un riconoscimento sempre maggiore alla nostra Filiera. Anche da parte di noi aziende è necessaria sempre più una maggiore coesione, per fare richieste più mirate e condivise al Sistema e questo credo valga sia al livello italiano che europeo.

L’ evento fieristico MarediModa, organizzato direttamente dalle aziende tessili, da anni garantisce, tutela e promuove i tessuti italiani ed europei, a suo parere quali sinergie potrebbero essere messe in atto tra le diverse componenti della filiera del settore?

Credo debba continuare a crescere un sempre maggiore dialogo e trasparenza a tutti i livelli della nostra Filiera.  Ognuno di noi è cliente di qualcuno e fornitore di qualcun altro; l’obiettivo comune è sempre arrivare al cliente finale con un prodotto che sia naturalmente bello e con una qualità che ne giustifichi il prezzo. È un progetto comune perché ogni passaggio concorre all’obiettivo di vendita finale. Il consumatore deve essere sempre più consapevole dei passaggi che intercorrono e delle scelte stilistiche o di sostenibilità che hanno portato alla creazione del prodotto da lui scelto. È una staffetta in cui siamo o tutti vincitori o tutti vinti.

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