Intervista all’avvocato Carlo Pezzotta, Amm. Del del Gruppo Stress, azienda comasca di riferimento nella produzione di collezioni mare con i marchi Domani, DJ e Atlantique.
Alla luce dell’attuale turbolenza economica, il panorama fieristico internazionale sta attraversando una strutturale mutazione ma nonostante ciò, in molti casi, le distanze tra organizzatori ed espositori sembrano ancora incolmabili. La sua azienda fino a qualche anno fa esponeva al Mode City. Come mai ha abbandonato quella idea ?
Non ci sentivamo protetti e tutelati. Abbiamo lasciato tre anni fa perché a fronte di una spesa molto alta il ritorno era sempre molto basso. Inoltre, l’ultima edizione, eravamo a pochi metri da un espositore cinese che vendeva a pochi dollari e vicini all’area dei sexy toys. L’eccellenza del beachwear è italiana e solo italiana in termini di tessuti, tagli e vestibilità quindi è assurdo andar tutti a Parigi per incontrare i clienti. Siamo reduci da Mare D’Amare che è andata molto bene, al di là delle aspettative e ci ha consentito di vedere anche clienti stranieri. L’obiettivo è quello di continuare a promuovere un salone italiano e adesso è il momento di mettere il turbo. A Firenze c’è un rapporto diretto tra azienda e organizzatore, non ci sono distanze, mentre a Parigi sono sempre state incolmabili.
Ci può delineare il presente del comparto beachwear italiano e tratteggiarne il futuro prossimo ?
Il comparto beachwear è quello che ha risentito meno la crisi economica. Nel nostro caso, anzi, pochissimo poiché il nostro è un prodotto di fascia alta fatto interamente in Italia con tessuti italiani. Il segreto sta proprio lì: qualità dei materiali e degli accessori, innovazione e creatività.
Maredimoda Intimodimoda è un salone specializzato verso l’alto in cui espongono solo aziende europee a tutela di creatività e trasparenza. Ritiene che in futuro questa formula rimanga valida ?
Conosco molto bene Maredimoda ed è una fiera che apprezzo molto perché bella e concreta, dove i protagonisti sono selezionati rispetto ad altri contenitori che credono più nel profitto che nel servizio. Le fiere di domani assomiglieranno molto a Maredimoda. Dovranno essere etiche e responsabili e difendere gli espositori.