19 luglio 2010

Un caffè con... Marco B. Pisani - Network Dessous

Il panorama fieristico mondiale è in profonda trasformazione, anche alla luce del perdurare della pessima congiuntura economica. Quali scenari si sente di delineare ?

Al di la della congiuntura economica le aziende sono alla ricerca della concretezza, e la congiuntura sfavorevole ha solo accelerato l'evidenza di questo aspetto. Oggi più che spendere per grandi stand desiderano efficacità commerciale sull'evento, che deve comunque essere a costi contenuti, per poi gestire il risparmio su maggiore comunicazione e operazioni a valle verso i loro clienti. E’ prioritaria la comunicazione per un posizionamento di riferimento, cioè la messa in risalto della brand awarness che manca a molti. Per farlo, i tessutai possono comunicare via la messa in valore dei propri prodotti nei capi dei migliori brand mondiali e se confezionisti tramite le migliori vetrine del mondo e con campagne indovinate, non necessariamente costose ormai.        

Ci può tratteggiare il presente del comparto beachwear italiano. Quale il futuro prossimo ?      

Come dimostra la fiera stessa il beachwear di qualità è fondamentalmente italiano cui si aggiungono alcuni spagnoli e pochi altri europei, ed il settore mare in questi anni è trainante per molte aziende; direi quindi che per il comparto i risultati si debbano considerare comunque positivi, soprattutto data la congiuntura globale. Questo risultato è dovuto anche alle performance delle aziende che trovano origine ancora, per fortuna, in una innata capacità creativa supportata da una filiera territoriale ben strutturata; è quindi un settore competitivo e questo certamente anche per il prossimo futuro. In ogni caso l'arrivo anche in questo segmento, poco a poco ma sempre più evidentemente, delle catene potrebbe cambiare pesi, ruoli e sistemi acquisiti. Quello che noto da operatore della comunicazione, e non lo dico solo a vantaggio delle nostre testate, è che il settore a monte, i tessutai mare, nonostante la loro potenza di fuoco non hanno mai davvero agito per comunicare le specificità dei loro prodotti o della filiera, se non da pochi anni con Mare di Moda appunto, ma piuttosto hanno beneficiato della notorietà del territorio data dai "grandi" che vi si trovavano. Cambiando le cose, con i grandi nomi del tessuto comasco che sono meno di riferimento di una volta a livello globale, oggi bisogna far da se e comunicare i propri valori in modo efficace, le cose cambiano…        

Maredimoda Intimodimoda è un salone specializzato verso l’alto in cui espongono solo aziende europee a tutela di creatività e trasparenza. Ritiene che in futuro questa formula rimanga valida ?      

La specificità del salone è un elemento vincente e non va cambiato, l'unicità europea anche, e certamente anche le regole di trasparenza e deontologiche su cui si basano le selezioni degli espositori e le attività delle aziende che vi espongono. Date e luoghi anche sono perfetti, ed in sintonia con le attese del mercato oggi. Definire una piattaforma della creatività europea è oggi una priorità più di ieri.

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Area Espositori