- Potrebbe indicarci quali sono i vantaggi per un confezionista di riportare la produzione nei paesi che sono più vicini all’Europa, come la Tunisia?
I vantaggi per un confezionista europeo di produrre in Tunisia sono molteplici. Prendiamo ad esempio l'Italia: grazie alla sua vicinanza con il vostro Paese (1 ora di volo da Roma, 1 e 30 da Milano, 20 ore di nave da Genova) la Tunisia è in grado di evadere in tempi rapidi gli ordini che provengono dai committenti italiani. Ugualmente, la flessibilità dimostrata dalle aziende tunisine permette di produrre quelle piccole quantità che l’attuale situazione di mercato richiede. Inoltre, le aziende italiane possono utilizzare tessuti italiani per i loro ordini. Infatti, grazie alle disposizioni della “legge 72”, le aziende tunisine esportatrici possono espletare le formalità doganali in seno all’azienda stessa, che dispone di doganieri propri e che diviene essa stessa una "sous-douane". Questa flessibilità permette di importare temporaneamente tutti i tessuti, in esenzione di dazio doganale e in tempi rapidi. In questo modo un ordine inviato dall’Italia il venerdì, viene sdoganato nell’azienda tunisina il lunedì successivo, e può essere rispedito in Italia il sabato della stessa settimana. Un ordine viene quindi evaso entro 10 giorno dal ricevimento del tessuto. Questa tempistica può diminuire nel caso in cui il tessuto sia già in Tunisia. Questa flessibilità evita alle aziende italiane di inviare i loro ordini con largo anticipo, come invece sono obbligati a fare con altri paesi, e di essere molto reattivi di fronte ai cambiamenti del mercato.
- Quali sono le opportunità di sviluppo a medio e lungo termine in Tunisia? In questo contesto qual è il ruolo del Salone dell’Intimo a Tunisi?
La Tunisia, grazie al suo sistema bancario e fiscale, è divenuta una meta molto ambita dagli investitori. Le aziende esportatrice beneficiano di numerosi vantaggi in modo particolare dell’esenzione totale dalle imposte sui profitti per un periodo di dieci anni. Il quadro legislativo fornisce garanzie agli investitori stranieri: libertà totale d’investimento e la detenzione del 100% del capitale, il rimpatrio dei dividendi e dei profitti della cessione del capitale e libertà di cambio a fronte di operazioni correntistiche con la possibilità di operare con conti bancari detenuti all’estero. Il mercato del lavoro è estremamente flessibile con la possibilità di adattare gli orari di lavoro alle esigenze dell’azienda e la fissazione di una parte dei compensi in base alla produttività. A parità di qualifica e di formazione, lo stipendio di un ingegnere tunisino è di un quinto del suo omologo nei paesi del sud Europa. La Tunisia è il 5° fornitore europeo che assorbe il 96% del totale delle esportazioni del settore (2,9 miliardi di euro nel 2008). Annovera 206 imprese italiane che producono la maggior parte dei marchi italiani come “Dolce e Gabbana”, “LA PERLA”, ”PRADA”, ”DIESEL”, ”VALENTINO”, ”CAVALLI”, ”MAX MARA”, “MISSONI” etc… e grazie alla stabilità politica ed economica le aziende straniere dislocate in Tunisia beneficiano d’un clima economico molto incoraggiante per sviluppare la loro produzione, soprattutto per il fatto che lo stato ha messo in atto un sistema di formazione universitaria e professionale (30 scuole, istituti e centri di formazione) che coprono la quasi totalità della filiera e immettono sul mercato figure con competenze sempre più mirate. Un polo competitivo, dedicato al tessile e all’abbigliamento che assicura il ruolo trainante del settore, che pone l’ innovazione al centro della sua strategia. E’ in questo contesto che si è creato il primo salone dell’intimo in Tunisia “LINGERIE-MED” (www.lingerie-med.com). Questa fiera è l’espressione della consapevolezza di questo settore che ha costituito una sua propria vetrina per i visitatori, per dimostrare il proprio know-how e la sua maturità. Questa prima edizione è stata un totale successo e ha registrato la partecipazione di 50 espositori di 5 paesi del bacino del Mediterraneo e ha visto un afflusso di più di 8000 visitatori di 9 nazionalità diverse.
- MarediModa – IntimodiModa è stato il primo salone che ha compreso le potenzialità della proposta Outsourcing della area euro-med e che è stato imitato da altri. Come giudicate la collaborazione con MarediModa?
Il salone di MarediModa ha sempre sostenuto il settore e ha sempre incoraggiato le aziende tunisine a esporvi. E’ stato il primo che ha compreso l’interesse dell’outsourcing Euro-med poiché consente alle aziende italiane di trovare una filiera competitiva e vicina. Si tratta di un approccio intelligente, che è stato poi sviluppato con la stretta collaborazione tra “Mare di Moda” e la Chambre Syndacale des Fabricants de Lingerie Tunisiens (www.csn-lingerie.com), insieme abbiamo organizzato la visita dei produttori di tessuti italiani in Tunisia che ha favorito incontri B2B con le aziende locali. Questa collaborazione esemplare ha consentito di stabilire dei rapporti d’affari molto stretti e vincenti tra i produttori di tessuti italiani, considerati fra i migliori al mondo in termini di creatività, e i confezionisti tunisini che cercano di passare dalla confezione sous-traitance a quella co-traitance e al prodotto finito.