Se c’è un settore che più di altri ha saputo accompagnare il nostro paese nella crescita e in giro per il mondo, come ambasciatore unico di qualità, è proprio il tessile/abbigliamento. Una sorta di patrimonio della collettività che ha saputo nel corso degli ultimi cento cinquant’anni rappresentare al mondo intero uno stile, un carattere e una cifra che in ogni angolo del pianeta hanno imparato a invidiarci. “E’ quanto mai fondamentale – sottolinea Lorenzo Frigerio, Presidente del comparto di Confartigianato Imprese di Como ed espositore di Maredimoda – assicurare la salvaguardia dell’artigianalità del settore Moda, da sempre uno dei più apprezzati a livello internazionale. Nella solennità dell'anniversario dell'Unità d'Italia, non possiamo non richiamare l’attenzione di tutte le istituzioni perché riprendano al più presto il percorso di tutela di questo patrimonio unico ed esclusivo attraverso una legge che sancisca una volta per tutte i principi e i valori della moda italiana”. Settantamila imprese e seicentomila addetti dei settori tessile, abbigliamento, calzature italiani attendono un segnale preciso e inequivocabile. Una legge che sostenga il marchio Made in Italy per distinguere i prodotti italiani dal resto. Poi sarà il consumatore a scegliere, ma è giusto che scelga consapevolmente. Il comparto moda non può più accettare compromessi di sorta e non ci si può più permettere di galleggiare nella promiscuità. Secondo i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato, nel triennio 2006/2008, l’Italia è stato il terzo paese europeo per numero di prodotti contraffatti con 44.516.772 articoli sequestrati, pari all’11,5% del totale europeo. Nel 2008, il 54,6% dei prodotti contraffatti proveniva dalla Cina. Oggi, in Europa, ogni minuto ne vengono sequestrati 186.