14 February 2011

Si apre bene il 2011 con Première Vision

Segnali positivi da Parigi e ritrovato ottimismo tra gli operatori del settore, il 2011 si prospetta promettente.

Gli organizzatori definiscono “buona” l’ultima edizione del salone Première Vision, che si conferma in salute e termometro del settore tessile di alta gamma. "Siamo partiti con aspettative alte per chiudere una buona, addirittura buonissima edizione. I commenti e le statistiche ce l'hanno confermato per i primi due giorni. Tante le novità messe in campo a partire dai percorsi Beachwear e Bag che hanno consentito agli operatori una visita semplificata alle aziende dei due comparti", ha dichiarato Philippe Pasquet , presidente dell'organizzazione.

Molti i compratori internazionali che sembrano scegliere Parigi piuttosto che Milano anche in virtù delle date e soprattutto della logistica, tanto che si può dire che a Parigi si atterra in fiera da tutto il mondo. “Rispetto a Milano Unica noi abbiamo avviato tanti anni fa un processo di internazionalizzazione con l’apertura di uffici di proprietà in tutto il mondo che ci stanno portando risultati molto positivi” sottolinea entusiasta Pasquet.
Il presidente del direttorio di Première Vision è stato confortato nella sua decisione di far passare il salone dai precedenti 4 a soli 3 giorni di svolgimento, anche se, sulla questione delle date, ha ricordato che "il giorno in cui su questa questione esisterà l'unanimità, io sarò in pensione da molto tempo". Pasquet ha voluto far rilevare in modo particolare il sostegno che il salone dà ai giovani stilisti. L'ultima iniziativa, dopo il lancio dei Pv Awards , è stata di creare un premio al festival di Hyères. "Non supportiamo Hyères perché è in Francia, ma perché si tratta del più prestigioso concorso mondiale della creatività giovane. I dieci finalisti hanno partecipato al salone il martedì, in questo modo abbiamo favorito i loro contatti con i produttori di tessuti. Questo è in fondo il nostro ruolo principale: facilitare i legami tra i fornitori e i creativi di oggi, che poi genereranno anche la creatività di domani". In questa logica, la fiera ha confermato la sua volontà di ospitare gli studenti delle scuole di moda.
Durante i tre giorni (8-10 febbraio) della manifestazione, al centro delle discussioni vi sono state la quotazione delle materie prime e la loro disponibilità. I fornitori hanno avuto delle difficoltà a fissare dei prezzi. Hanno potuto scegliere tra diverse opzioni, fra cui quella di non fissarne a rischio di vedere i loro margini calare, di proporre delle forbici di prezzo o di non discutere nemmeno di prezzi. "Ulteriori discussioni hanno luogo all'interno delle filiera, dove la posta è la ripartizione del valore aggiunto a tutti i livelli della catena. La questione è di sapere se i protagonisti del primo stadio della produzione ci riusciranno", osserva Philippe Pasquet

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