Perfezionato il passaggio di Ittierre alla comasca Albisetti, società che realizza intimo e beachwear per prestigiosi marchi della moda (Alexander McQueen, Alviero Martini, Chloé, John Galliano e Just Cavalli, solo per citarne alcuni) e viene preannunciato il piano d'azione. Tra i progetti relativi all'azienda molisana, l'inserimento di nuove licenze di livello internazionale.
“Nasce ufficialmente la nuova Ittierre e si concretizza la visione di un gruppo che tornerà a rappresentare un modello industriale di eccellenza nel settore della moda e del made in Italy - ha commentato Antonio Bianchi, a.d. della società di Vertemate, che realizza 60 milioni di euro di ricavi l'anno -. Ittierre poggia su solide basi rappresentate da un patrimonio industriale, da un know how unico nel settore e da una coesione tra territorio, istituzioni e organizzazioni, che dimostra come il sistema Italia possa ancora funzionare con successo.”
“Il nostro piano - ha aggiunto Bianchi, che diventa presidente del gruppo molisano - prevede un importante percorso di crescita che si basa sullo sviluppo delle licenze attuali, sull'inserimento di ulteriori marchi tutti di livello internazionale, su importanti partnership commerciali per lo sviluppo del retail e su strategiche collaborazioni produttive. Anche a Plus IT, polo dell'accessorio in pelle, verrà dato un notevole impulso”.
Il closing dell'operazione si è concretizzato in questi giorni dopo numerosi rinvii. Uno dei nodi è stato il raggiungimento di un accordo con la maison Roberto Cavalli per la linea Just Cavalli (la più importante, in termini di fatturato, nella scuderia del gruppo di Isernia): come precisa un comunicato, permarrà in capo a Ittierre fino alla collezione autunno-inverno 2011 compreso (in seguito, si vocifera già da tempo che passerà alla Staff International di Renzo Rosso).
In base all'accordo saranno riassunti 570 degli 880 dipendenti di Ittierre. Quanto alle eccedenze, è previsto il ricorso alla cassa integrazione per due anni. Si sa inoltre che la Albisetti sta valutando il trasferimento di parte della propria produzione dall'Est Europa al Molise.
Quanto alla cessione non andata in porto della Gianfranco Ferré, la carta stampata riporta che i commissari avrebbero riscosso da Prodos (l'aggiudicataria della griffe che non ha trovato un partner industriale, condizione necessaria per la finalizzazione dell'operazione) la fideiussione di un milione di euro e che si sarebbero rimessi al lavoro per valutare altre manifestazioni di interesse vecchie e nuove.