01 July 2017

VOIMENT, il nuovo brand lanciato da due talenti scoperti da MarediModa

Ruwen Song e Yuman He, designers cinesi diplomate al prestigioso London College of Fashion sono, in ordine cronologico, gli ultimi talenti lanciati dal concorso di MarediModa THE LINK.

Ruwen Song è stata finalista del concorso nel 2014 con una raffinata collezione mare dal sapore retrò, Yuman He ha trionfato nel 2016 nella categoria lingerie con un progetto minimal di grande eleganza.

Dalla loro collaborazione nascono le due collezioni beachwear e lingerie del brand VOIMENT, lanciate ufficialmente in questi giorni.

 

Il marchio di lingerie VOIMENT nasce con un’identità riconoscibile:


• Concettuale e innovativo
• Giocoso
• Attento ai dettagli
• Realizzato con stile
• Legato alla cultura popolare
• Sostenibile
• Coinvolge il pubblico


Informazioni sulla collezione VOIMENT AI18

La collezione mare prende spunto dalle “ferite” della terra: ispirate sia dalla sua naturale morfologia che dai danni dell’inquinamento causato dagli esseri umani.

La palette colore si ispira al progetto "Industrial Scar" dell'artista fotografo J. Henry Fair: petrolio, muschio, rosa, azzurro, rosso, arancione bruciato e bordeaux danno la netta sensazione di riprendere gli stessi vividi toni dell’inquinamento industriale che si riversa nell’acqua.

Questa collezione è stata realizzata su lycra riciclata: un richiamo all’inquinamento ambientale.
L’utilizzo di texture diverse rimanda alla struttura della superficie terrestre così come gli orli ricamati, l’ applicazione di perline e tulle ricamato. Il design delle sovrapposizioni e delle forme riflette la silhouette ed il profilo di un terreno con profonde cicatrici e dell’acqua inquinata. Si tratta di una collezione eco-friendly che offre la possibilità di prendersi cura della terra individualmente.

La collezione di lingerie si ispira alle cicatrici del corpo umano. E’ possibile trovare una similarità fra la superficie terrestre e l’epidermide nello stesso modo in cui capi realizzati in pelle e tulle sono una seconda pelle sul corpo femminile.

I capi sono stati realizzati in color pelle per enfatizzare queste lacerazione anziché nasconderle.

Le aperture sulla schiena rimandano a cicatrici ancora aperte mentre le piccole perle a fili di sutura non riassorbiti.
L’inserto in pelle dorata richiama il Kintsukuroi, l’antica arte giapponese di ridare nuova vita ad oggetti di porcellana rotti attraverso l’applicazione di una lacca combinata a polvere d’oro.
A causa della mastectomia molte donne vengono private dei capezzoli, ogni reggiseno in questa collezione mostra una o due perle sulla coppa. Alcune applicazioni in perle sul reggiseno sono state nascoste da uno strato di tulle mentre altre sono state applicate direttamente sulla coppa.
L’intento è quello di svelare piuttosto che nascondere con una protesi; i capezzoli fanno parte del corpo femminile non vi è alcuna necessità di nasconderli. Un intervento chirurgico al seno non deve necessariamente significare perdita di femminilità, rimangono donne e la loro bellezza viene da dentro.

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