09 November 2010

L'Ue approva il regolamento sul Made in

Dopo una lunga attesa è arrivata l’approvazione da parte Parlamento Europeo, con un voto quasi plebiscitario (525 contro 49, con 44 astenuti), del regolamento europeo per l’etichettatura d’origine obbligatoria per le merci di provenienza extra-UE, tra cui i prodotti del Tessile-abbigliamento.
Un risultato che premia la tenacia di molti e che suscita la soddisfazione di tutti. “Questa rappresenta un conquista importantissima – afferma Michele Tronconi, presidente di Sistema Moda Italia – Oggi, infatti, l’Europa dei popoli, quella che rappresenta sia i consumatori, sia coloro che ancora lavorano nel manifatturiero, ha scelto di sposare la trasparenza contro l’inganno, a favore della reciprocità e dell’equità. Un’etichetta d’origine non rappresenta una scelta preconcetta, ma la libertà di scegliere un prodotto con la consapevolezza del suo reale valore: evitando di pagare tanto qualcosa che è costato poco. Il risultato di oggi è una sorta di matrimonio, celebrato a Strasburgo, tra la trasparenza e la volontà di uscire dalla crisi. Viene da dire forte: non sciolga l’Europa dei Governi, ciò che il popolo sovrano ha voluto unire".
Infatti la strada dell’etichetta Made in non è conclusa: la parola passa al Consiglio dei Ministri dei 27 Paesi della UE e se è vero che la stragrande maggioranza dei parlamentari europei eletti direttamente dai cittadini ha detto sì, moltissimi Governi si sono finora opposti al regolamento. Soddisfazione è stata manifestata anche da Valeria Fedeli, presidente della Federazione Sindacale Europea Tessili: “Oggi a Bruxelles si e' ottenuto un importantissimo risultato  - dichiara Valeria Fedeli - Ci siamo molto impegnati come sindacato e questo risultato fa ben sperare per il futuro dell'industria manifatturiera della moda europea e italiana. Regole e reciprocità di condizioni nel commercio globale - conclude Fedeli -  significano il rispetto dei diritti dei lavoratori e la speranza positiva per tutti i cittadini e lavoratori dell'industria europea”.
Venendo a un aspetto più tecnico, il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di regolamento preparata dalla deputata italiana Cristina Muscardini del PPE, sul sistema pan-europeo di etichettatura del paese d'origine per i prodotti importati da paesi terzi. L'etichetta, compreso il paese d'origine, potrà essere scritta in inglese, i prodotti interessati sono quelli tessili, farmaceutici, gli strumenti di lavoro, rubinetteria e mobili; sono esclusi i prodotti agricoli e ittici. L'etichetta andrà sul prodotto, a meno che non lo danneggi e, per quelli impacchettati, sia sul bene che sulla confezione. In caso di violazione delle regole, sono previste anche sanzioni. Il testo approvato dal Parlamento passa ora all'esame del Consiglio e, una volta trovato l'accordo, le nuove regole entreranno in vigore in tutta l'Ue un anno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Avrà durata di 5 anni, dopodiché bisognerà decidere se rinnovarlo o modificarlo.
Il Movimento Difesa del Cittadino esprime soddisfazione per la votazione del Parlamento Europeo e precisa: "Siamo soddisfatti non perché non si bloccheranno le importazioni, ma perché i consumatori europei potranno finalmente scegliere più liberamente in fase di acquisto dei prodotti. Chiediamo ora l'indicazione obbligatoria in etichetta dell'origine delle materie prime prevalenti paese per paese e dei luoghi dove svolgono le fasi più importanti della lavorazione dei prodotti, in particolare per i prodotti tessili".

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